Fondazione Mps: tener conto, dare conto

Fondazione Mps: tener conto, dare conto

La 3°Giornata Europea delle Fondazioni, dal tema Fondazioni: tener conto, dare conto è una significativa occasione per evidenziare l’importanza della vicinanza delle Fondazioni alle comunità di riferimento e all’ascolto delle loro istanze.

 

La Fondazione Mps, infatti, nel corso del 2015 ha promosso alcune azioni di Stakeholder Engagement, volte a comunicare all’esterno il nuovo modello operativo e organizzativo (entrato in vigore il 1° aprile 2015) e a recepire input e spunti di riflessione sui principali bisogni e priorità sociali della comunità locale e sul rinnovato ruolo della Fondazione a servizio della propria Comunità.

 

Il 23 giugno è stato organizzato un incontro aperto al pubblico sul tema “Fondazione Mps e Territorio”, a cui sono state invitati i rappresentati di enti ed istituzioni locali. All’evento, esperienza originale per il panorama delle Fondazioni italiane, è intervenuto Giorgio Righetti, Direttore Generale dell’ACRI, che ha partecipato al tavolo dei relatori insieme al Presidente Marcello Clarich e al Direttore Generale Enrico Granata, oltre al Dott. Gianfranco Fabi, noto giornalista de Il Sole 24 Ore, che ha moderato l’intero evento.

 

Contestualmente all’incontro, trasmesso in diretta streaming, è stata aperta sul sito internet della Fondazione una consultazione online, rivolta a chiunque fosse interessato a fornire un proprio contributo di idee, conoscenze ed esperienze su alcune tematiche quali, ad esempio, i bisogni prioritari del Territorio; il Ruolo della Fondazione Mps; Idee di progetto per il Territorio; Considerazioni sulla rappresentatività degli Enti Designanti (ai sensi dell’art. 8 comma 4 Protocollo MEF-ACRI).
Il nuovo approccio, anche tecnologico, di apertura della Fondazione verso l’esterno è stato ampiamente pubblicizzato attraverso la stampa locale, il sito web e la newsletter della Fondazione, ottenendo la partecipazione di circa un centinaio di persone, con 14 interventi. Attraverso la consultazione on-line (attiva dal 4 giugno al 15 luglio), inoltre, sono pervenuti 29 contributi, 15 da persone fisiche e 14 da enti o associazioni.

 

Il 31 agosto 2015, invece, si è svolta l’audizione dei rappresentanti degli Enti designanti, alla presenza della Deputazione Amministratrice e della Deputazione Generale, confronto ormai tradizionale, utile alla Fondazione per la predisposizione dei Documenti di Programmazione.

 

I giorni 7, 8 e 9 settembre sono stati organizzati, infine, tre tavoli tematici (Sviluppo economico; Cultura e Welfare), a cui hanno preso parte alcuni enti e organizzazioni territoriali (un centinaio di persone in totale) attivi nei rispettivi settori, alla presenza del Direttore Generale Davide Usai e di una Commissione rappresentata da tre componenti della Deputazione Generale della Fondazione.

 

Nell’ambito della complessiva strategia di ascolto e di Stakeholder Engagement (che comprende stakeholder esterni ed interni), sono state effettuate, inoltre, interviste individuali alle Unità Organizzative della Fondazione sui principali bisogni percepiti e sul conseguente ruolo della Fondazione.

 

Tra gli elementi emersi con maggiore ricorrenza durante questi incontri, il ruolo della Fondazione, in qualità di partner (rispetto a quello di semplice finanziatore) appare ampiamente condiviso dal Territorio; la Fondazione viene vista, infatti, come un soggetto potenzialmente in grado di svolgere una funzione di aggregazione e coordinamento nell’ambito di un complessivo disegno di sviluppo locale, improntato a un metodo più partecipativo, collaborativo e cooperativo. Parallelamente a questa assunzione di corresponsabilità, è stata poi sottolineata l’importanza di sviluppare anche la capacità di misurare il valore generato.

 

Focus particolare è stato dedicato ai bisogni del territorio, da cui emerge, in primo luogo, un generalizzato bisogno di innovazione, percepito, unitamente alla necessità di muoversi con logiche di Rete, in tutti gli ambiti tematici oggetto di consultazione: dal settore economico-produttivo all’innovazione sociale. È attraverso questa lente che devono essere valorizzate e promosse in modo integrato le eccellenze del territorio: dall’inestimabile patrimonio paesaggistico e culturale al settore produttivo e imprenditoriale, passando per la ricerca applicata, con una forte vocazione all’interdisciplinarietà e un particolare riferimento alle biotecnologie.
E’ stata, inoltre, rimarcata la “centralità della persona” e dei suoi bisogni, con un accento specifico sulla lotta alle nuove povertà e sul contrasto alle situazioni di disagio, a fronte di una fragilità sociale capillarizzata su tutto il territorio (con conseguenti problemi di mobilità). Ovviamente prioritari anche i temi dell’occupazione e dell’imprenditorialità locale.

 

Viene inoltre riconosciuta l’importanza dei bisogni formativi, a tutti i livelli scolastici e con una particolare attenzione alla formazione specialistica in grado di favorire un’occupazione di qualità; in proposito, si auspica una sempre maggiore qualificazione dell’offerta didattica degli atenei cittadini, anche nella prospettiva di attrarre giovani e studenti.
Viene segnalato anche il bisogno trasversale di internazionalizzazione e maggiore apertura al mondo e all’Europa, tanto in ambito economico-produttivo, quanto in quello culturale ed educativo.

 

Sul piano infrastrutturale viene sottolineata la ricchezza della nostra comunità (in termini di patrimonio storico artistico, prodotti e settori merceologici di eccellenza – come quello agroalimentare – ma anche di valori identitari e capacità di modernizzazione ed innovazione sociale), che deve essere riconosciuta e riaffermata, in quanto può, e deve, essere la base da cui ripartire insieme: come è stato efficacemente sintetizzato, innovare attraverso la tradizione.

 

Alla luce di quanto emerso dai suddetti incontri, considerato, inoltre, che si è trattato di eventi “pilota”, la Fondazione si ritiene particolarmente soddisfatta dei risultati, ma, soprattutto, di avere intrapreso un percorso di nuova apertura attiva dell’ente al dialogo con la Comunità e le sue Istituzioni.

 

La Fondazione valuterà in concreto la metodologia dei prossimi incontri in modo da rendere il confronto con il territorio un appuntamento costante, continuativo, ed efficace, anche su richiesta espressa, inoltre, dagli interlocutori stessi, che si sono dimostrati interessati a proseguire nel percorso di confronto con la Fondazione, ampiamente riconosciuta come ente di riferimento che svolge un ruolo chiave, e facilitatore, oltre che di “collante”, con le altre istituzioni cittadine.

 

Al fine di consolidare quel tipo di rapporto costruttivo e vivificante con il Territorio, che è alla base dell’esistenza stessa della Fondazione, verranno studiati strumenti di coinvolgimento sempre più fluidi, immediati ed efficaci.

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