Area riservata


Link

 

L’intervento del presidente Clarich in assemblea di Banca Mps

L’intervento del presidente Clarich in assemblea di Banca Mps

Signor Presidente del Consiglio di Amministrazione, Signor Amministratore Delegato, Signori Consiglieri, Signori Sindaci, Signori Azionisti, nel preannunciare il voto favorevole ai punti all’ordine del giorno, la Fondazione Monte dei Paschi di Siena ritiene necessario svolgere alcune considerazioni sui rapporti tra le due istituzioni.
La Banca e la Fondazione sono accomunate non solo dalla denominazione, dall’origine legata alla legge Amato di privatizzazione degli enti pubblici creditizi e dal radicamento nel territorio storico di riferimento. Esse sono accomunate, altresì, dai percorsi paralleli di risanamento e di rilancio, ancorché su scala diversa, intrapresi negli ultimi anni, anche all’insegna della discontinuità, e che non sono ancora conclusi.
Per quanto riguarda la Fondazione, essa ha visto ridursi in parallelo la propria dotazione patrimoniale e la partecipazione azionaria nella banca conferitaria. La partecipazione ammontava al 33,5% a fine 2013, è scesa al 2,5% nel 2014, si è attestata nel 2015 all’1,49% in seguito all’ultimo aumento di capitale e all’entrata del Ministero dell’Economia e delle Finanze nella compagine degli azionisti.
Non è stato dunque reciso del tutto il filo che la lega alla banca conferitaria. Ciò, non solo in relazione alle attese della comunità locale, ma anche in conformità al proprio mandato statutario e a una visione strategica di investitori di lungo periodo attuata nel 2014 anche attraverso il patto di sindacato con BTG Pactual e Fintech Advisory Inc. Negoziato in condizioni oggi non più ripetibili e giunto ormai alla sua scadenza naturale, il patto di sindacato ha consentito alla Fondazione di concorrere a determinare la designazione degli attuali componenti del Consiglio di Amministrazione della Banca. Ad essi esprimiamo ancora una volta piena fiducia.
I rapporti con i pattisti, nonché con gli altri azionisti di rilievo, sono stati costruttivi anche nei momenti più delicati. Anche ad essi va un ringraziamento per la fattiva collaborazione.
La Fondazione ha contribuito al successo degli ultimi aumenti di capitale con esborsi finanziari, considerate le attuali consistenze patrimoniali, molto rilevanti (125 milioni nel 2014, 22 milioni nel 2015 al netto delle vendite effettuate), pur sempre nel rispetto dei limiti di concentrazione degli investimenti previsto dal Protocollo sottoscritto dall’ACRI e dal Ministero dell’Economia e delle Finanze nell’aprile 2015.

A partire dal 2014 la Fondazione ha avviato, e sta gestendo con determinazione, un contenzioso complesso nelle sedi civili e penali competenti correlato alle note vicende dell’acquisizione della Banca Antonveneta. Da esso la Fondazione si attende, pur con i tempi non brevi richiesti dalle procedure, un ristoro economico importante.
In attuazione dei principi di indipendenza organizzativa e funzionale posti dalla normativa di riferimento, la Fondazione negli ultimi anni ha cercato di porsi come diaframma tra istanze politico-territoriali e la gestione della Banca, senza per questo chiudersi nell’autoreferenzialità. Con gli enti designanti e con le altre istituzioni locali, la Fondazione intrattiene, infatti, rapporti costanti specie sul versante dei progetti elaborati con modalità innovative e di partecipazione, secondo una visione della Fondazione come catalizzatore delle migliori energie del territorio. Nelle settimane scorse la Fondazione ha organizzato con gli enti designanti e con un ampio gruppo di stakeholders incontri finalizzati a dibattere anche i rapporti tra Fondazione, Banca e territorio.
La Fondazione auspica e si aspetta che il percorso di risanamento e di rilancio della Banca, che emerge anche dai dati di bilancio ora sottoposti ad approvazione, possa proseguire al fine di creare nuovo valore per gli azionisti, di ripristinare al più presto il flusso dei dividendi e di favorire lo sviluppo economico in particolare del territorio senese.
Anche eventuali operazioni strategiche di mercato, in linea con le indicazioni dell’Autorità europea di vigilanza, dovrebbero tener conto in modo adeguato delle aspettative reddituali e patrimoniali degli azionisti, nonché per quanto possibile, del territorio storico di riferimento.
Nel rispetto dei vincoli normativi e degli impegni assunti con il Protocollo ACRI-MEF, la Fondazione continuerà a fare la propria parte, in particolare nella prospettiva di concorrere eventualmente a garantire, con le modalità più opportune, un assetto azionario della Banca più stabile.

La Fondazione, esprime il massimo apprezzamento per il lavoro svolto dai vertici, dalla dirigenza e dai dipendenti della Banca che sta producendo risultati positivi in termini di miglioramento della situazione patrimoniale e finanziaria, oltre che delle prospettive reddituali.
Per tutte queste considerazioni, come già anticipato, la Fondazione si accinge a esprimere il voto favorevole su tutti i punti all’ordine del giorno della presente Assemblea.