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Community hub a Palazzo del Capitano

Community hub a Palazzo del Capitano

  • L’immobile è di proprietà della Fondazione Mps
  • Il piano terra del Palazzo valorizzato per finalità di pubblica utilità nel terzo settore locale
  • Avviso pubblico di manifestazione di interesse di prossima pubblicazione

    • Palazzo del Capitano ospiterà un community hub. E’ questo il nuovo progetto studiato dalla Fondazione Mps per valorizzare l’immobile, di cui è proprietaria dal 2003, situato in uno dei punti più suggestivi e frequentati della città, nella via che porta il suo nome, in prossimità del Duomo e del Complesso Museale del Santa Maria della Scala, con la volontà di riconsegnare alla comunità un bene dal significativo valore culturale.

      Gli spazi individuati al piano terra del Palazzo, infatti, a seguito di opportune opere di ripristino a livello architettonico e impiantistico, si prestano all’allestimento di uno spazio comune che abbia finalità di pubblica utilità, nell’ambito del terzo settore. L’idea nasce dagli spunti che la molteplicità di interpretazioni di community hub suggeriscono: strutture a servizio della comunità, spazi flessibili, ibridi, che favoriscono l’inclusione sociale, che creano esperienze, opportunità per “allevare talenti”; punti di accesso per servizi di welfare, spazi di produzione e di lavoro, dove il coworking viene visto come prodotto intermedio o strumento di facilitazione per la costruzione di reti e di attività di co-progettazione e di innovazione sociale. Si tratta di luoghi di aggregazione, spazi che generano confronto e coesione tra comunità, attraverso diverse contaminazioni e sperimentazioni di nuovi modi di pensare e abitare la città.

      Innovazione sociale, quindi, e spazi della città da vivere e abitare in maniera alternativa sono i concetti base su cui la Fondazione punta, declinati nella realizzazione del community hub a Palazzo del Capitano. Il progetto si va a inserire fattivamente in alcuni processi di rigenerazione urbana già attivi a Siena, dove la Fondazione svolgerà un ruolo specifico di facilitatore affinché pratiche, attori, sistemi di opportunità e risorse disponibili in campo locale trovino l’opportuna combinazione all’interno di uno spazio simbolico di elaborazione di istanze collettive, in cui le relazioni persone-comunità e comunità-spazio diventano protagoniste.

      Per realizzare questo progetto, la Fondazione mette a disposizione gli spazi e le risorse finanziarie, ma è necessario che il “contenitore” venga animato. A tale proposito verrà emanato, a breve, un avviso pubblico di manifestazione di interesse, rivolto a soggetti operanti nel volontariato, cooperazione sociale e, più in generale, al terzo settore locale.