Regolamentazione

A pprovati dalla Deputazione Generale dettano le norme fondamentali inerenti l’attività della Fondazione

Modello D. Lgs. 231/01

I l presente documento descrive il modello di organizzazione, gestione e controllo, adottato ai sensi del Decreto Legislativo 8 giugno 2001, n. 231, con delibera della Deputazione Amministratrice in data 24 Novembre 2006. In conformità con quanto prescritto dal paragrafo 7, che disciplina l’aggiornamento del Modello, il documento viene di volta in volta aggiornato in funzione dell’evoluzione dell’assetto organizzativo della Fondazione.

Regolamento Organismo di Vigilanza

I l presente documento rappresenta il regolamento volto a disciplinare il funzionamento dell’Organismo di Vigilanza, istituito presso la Fondazione, ai sensi del Decreto Legislativo 8 giugno 2001, n. 231 intitolato “Disciplina della responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, delle società e delle associazioni anche prive di personalità giuridica, a norma dell’articolo 11 della legge 29 settembre 2000, n. 300”.

Regolamenti

A pprovati dalla Deputazione Generale dettano le norme fondamentali inerenti l’attività della Fondazione.

Valori di Politica socialmente responsabile

Ivalori di riferimento a cui la Fondazione ispira la propria attività, e i principi espressi nella sua Missione Sociale, sono declinati nella presente Politica Etica e per la Qualità. Tale Politica è in linea con l’indirizzo strategico della Fondazione che prevede il perseguimento dello sviluppo solidale del territorio, ferma restando la centralità degli interventi che interessano Siena, il suo territorio e i filoni caratterizzanti lo sviluppo locale, coniugando tradizione e innovazione con l’inclusione di tutti i soggetti interessati. La Politica Etica e per la Qualità, conosciuta e sostenuta da tutto il personale, è stata elaborata secondo i seguenti principi guida o obiettivi:

  • la Fondazione è impegnata, in modo diretto, continuo e permanente nel divulgare la propria Politica Etica e per la Qualità e nel perseguirne il successo mediante l’applicazione di un Sistema di Gestione della Qualità (“SQ”) alle attività e ai servizi della Fondazione stessa integrato con un Sistema di Responsabilità Sociale;
  • il personale della Fondazione è coinvolto a tutti i livelli, pienamente e consapevolmente nell’attuazione del Sistema integrato di Qualità e Responsabilità Sociale ed è adeguatamente addestrato e sensibilizzato per lo svolgimento dei propri compiti;
  • la soddisfazione delle esigenze e dei bisogni del Cliente e delle Parti Interessate, sia interne che esterne, rappresentano una priorità per la Fondazione e si traducono in ricerca continua di funzionalità, affidabilità e trasparenza ed eticità del sistema di valutazione dei progetti e di assegnazione dei contributi. Nello specifico, anche con particolare attenzione ai valori etici ai quali la Fondazione ispira la propria attività, si garantisce la rintracciabilità dell’iter di formazione, attribuzione e gestione delle risorse, e la condivisione delle scelte operate con il territorio, nell’ambito delle aree di operatività della Fondazione, sia nell’espressione della progettualità interna che nell’erogazione di contributi per i progetti di terzi;
  • tutti i processi della Fondazione sono costantemente monitorati al fine di garantire un continuo miglioramento del Sistema integrato di Qualità e Responsabilità Sociale;
  • l’adeguatezza, l’efficienza, l’efficacia e l’eticità del Sistema integrato di Qualità e Responsabilità Sociale vengono riesaminati costantemente dalla Direzione della Fondazione, per perseguire il miglioramento continuo delle prestazioni del Sistema stesso e i risultati di tale riesame sono comunicati al personale coinvolto;
  • il processo di attuazione del Sistema integrato di Qualità e Responsabilità Sociale coinvolge anche, per quanto applicabile, le Parti Interessate esterne alla Fondazione, i fornitori e il territorio senese.
  • La Fondazione, in piena adesione alla propria missione sociale, percepisce quale dovere prioritario la partecipazione alla costruzione ed al miglioramento continuo di un sistema di equilibri etico-solidali della realtà socio-economica che interagisce con la Fondazione Stessa.
  • La Fondazione declina un codice di condotta per i propri fornitori che costituisce parte integrante della sua politica socialmente responsabile.

Codice etico

L’orientamento all’etica è indispensabile come principio cardine dei comportamenti della Fondazione Monte dei Paschi verso l’intero contesto civile ed economico in cui opera. A tali esigenze risponde la predisposizione del Codice Etico adottato con delibera della Deputazione Generale del 14 dicembre 2006. Si tratta di un sistema di regole da osservare da parte di tutti coloro che operano in nome e per conto della Fondazione, sia in riferimento a rapporti interni che esterni, nonché da parte di chiunque entri in rapporto con la Fondazione (fornitori, consulenti, dipendenti, ecc.). Il Codice Etico è stato introdotto in base anche alle indicazioni contenute nel Decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231, che pone in rilievo la centralità del Codice stesso nel sistema di controllo interno degli enti, al fine di scongiurare possibili reati.

Protocollo MEF-ACRI

L a Fondazione, dopo aver aderito alla Carta delle Fondazioni (approvata dall’Assemblea ACRI del 4 aprile 2012), ha anche aderito al protocollo di intesa firmato dal Ministero dell’Economia e delle Finanze e dall’Acri nell’aprile 2015 che segna l’avvio dell’autoriforma delle fondazioni di origine bancaria. Una ‘manutenzione’ dell’impianto normativo che si inserisce nella strategia complessiva messa in atto dal governo per riformare e ammodernare il sistema del credito. Tra i principi cardine contenuti nel protocollo vi è la diversificazione degli investimenti: una fondazione non può concentrare più del 33% dell’attivo patrimoniale in un singolo soggetto. Inoltre, non è previsto il ricorso a forme di indebitamento, salvo in caso di temporanee e limitate esigenze di liquidità, e non è permesso l’uso di derivati se non per finalità di copertura o in operazioni in cui non siano presenti rischi di perdite patrimoniali.
Con il protocollo le fondazioni si impegnano a garantire trasparenza nelle loro attività pubblicando sui rispettivi siti web i bilanci, le informazioni sugli appalti, i bandi per le erogazioni, le procedure attraverso le quali si possono avanzare richieste di sostegno finanziario e i criteri di selezione delle iniziative.